martedì 7 luglio 2020

ADDIO MAESTRO ! LA TUA MUSICA NON CI ABBANDONA


Sei stato Maestro dei suoni e della semplicità


Ennio Morricone
Il lago d’Orta ricorderà Ennio Morricone  con un murale  che entrerà a far parte della “Galleria degli artisti” del ‘paese dipinto’ di Legro d’Orta, l’unico museo italiano all'aperto dedicato al cinema e alla televisione.

Per la prima volta, tra i molti attori  e registi già immortalati  nelle vie d
Jeremy Irons all' isola
el cinema con 65 dipinti troverà  un posto d’onore anche un rappresentante del mondo musicale; da Oscar, naturalmente, come da Oscar è anche il regista del film “La corrispondenza”, del 2016 Giuseppe Tornatore.
Del musicista scomparso, infatti, sono le musiche originali del film prodotto da Rai Cinema con Olga Kurylenko e Jeremy Irons che rendono ancor più affascinante l’Isola di San Giulio, per il film diventata “Borgo Ventoso”. Morricone a buon diritto sarà inserito nell'omaggio che gli dobbiamo. A Legro, lo scorso anno una artista siciliana, Desirè Di Liberto aveva realizzato un dipinto dedicato a quel film di successo ed ora sarà l’omegnese Michela Mirici Cappa, già autrice del murale dedicato a Walter Chiari, a studiare quello di Morricone. Il bozzetto verrà presentato nei prossimi giorni mentre per la realizzazione si dovrà attendere qualche mese. Forse a breve potremo comunque vedere il lavoro dell'artista omegnese. Intanto guardiamo  il film di Tornatore così come lo ha interpretato a Legro sulla facciata di Via Carmine Gallone (regista) la giovane pittrice siciliana Desiré Di Liberto.
Il murale di Desirè Di Liberto dedicato al film di Tornatore "La corrispondenza"
E ora vi lascio con uno dei trailer del film


e, cliccando il link seguente potrete ascoltare l'intero tema principale che accompagna il film.

sabato 4 luglio 2020

DOMENICA 12 LUGLIO IL MERCATINO TORNA A LEGRO

E' FESTA A LEGRO: RITORNA IL MERCATINO
Ecco "La Piccola"
DOMENICA 12 LUGLIO  H 9/16




Robe vecchie,artigianato tipico, antiquariato e buoni sapori. 
Sono questi gli ingredienti del nuovo mercatino che  torna a Legro di Orta nel grazioso giardino de 'La Piccola', sede della Pro Loco 'Accademia delle Arti', dopo la sospensione di Pasqua dovuta al Covid-19. 


Una raccolta di 'Monografie'  con il relativo CD
Gli ingredienti per attirare curiosi e persone interessate a scoprire sempre qualcosa di nuovo ci sono tutti. Ma c'è anche qualcosa di curioso che servirà alla Pro Loco per raccogliere fondi e programmare gli interventi sui uri dipinti. Con questo scopo, infatti, saranno  messi a disposizione di chi vorrà fare una offerta, migliaia di titoli di libri d'autori vari. Anche in lingua  inglese e tedesca.              Non mancheranno quelli dedicati alla storia locale. La Pro Loco  metterà anche  disposizione  intere raccolte di volumi dedicati al cinema e alla musica con centinaia di film in ogni formato o di collane introvabili come le "Monografie", le celebri riviste "New Age" o "Film TV" degli Ani 70/80
Infine, uno spazio dedicato al verde con piante di Iris, semi di Tageti,  un ricco assortimento di palme già invasate e molti altro ancora.  L'occasione sarà propizia per visitare   anche il 'Parco delle ortensie', un vero museo variopinto con molte specie di 

Hydrangea macrophylla - proveninenti dal Vivaio Borgioli Taddei di Firenze

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*****
                                    Ottimo sapere che il parcheggio è gratuito
                                                     Per info 335 6509 294 - giallo50@gmail.com 

In onda su RAI 3 un film 'ortese' di Olmi


ANCORA UN FILM GIRATO  A ORTA

Arriva domani domenica su RAI 3, un film firmato da Ermanno Olmi. Il titolo "La Circostanza" racchiude il senso del messaggio che  Olmi vuole mandare a chi si tuffa capofitto nel lavoro dimenticando altri valori. Anche se non è tra i più noti del grande regista, questo film fu girato in parte anche ad Orta,  con esterni e interni (Hotel San Rocco).
Purtroppo chi vorrà vederlo ha due possibilità:  Andare a letto dopo le ore 1,05 di domenica 5 luglio oppure, più semplicemente, registrarlo e goderselo poi in tutta tranquillità.
Tuttavia, seguendo le programmazioni televisive che appaiono sul settimanale potrete trovare altri vecchi film che hanno avuto come set i laghi d'Orta e Maggiore.
Recentemente abbiamo visto "Il piatto piange", "Una romantica avventura", "La stanza del Vescovo" e  il bravissimo Walter Chiari ne "La banca di Monate" in cui ci presero parte come comparse o caratteristi molti omegnesi.

Intanto stiamo studiando e cercando di capire, come ottenere  ...udienza nelle stanze dei bottoni di chi produce serie televisive importanti.  Ne abbiamo parlato proprio oggi, sabato 4 luglio, in conferenza stampa e ne riferiremo nei prossimi giorni.






domenica 7 giugno 2020

ANTONIO ALBANESE PER UN FILM SUL LAGO ?



L’IDEA DI MOREA: PORTIAMO IN TV GLI “ALPINISTI CIABATTONI”


Il presidente di “Accademia delle arti e del muro dipinto” ha nel cassetto un paio di sogni e, per uno (dell’altro parleremo dopo) sembra giunto il momento di iniziare a pensarci seriamente. L’idea che Fabrizio Morea sta accarezzando da tempo, proprio in questi giorni finirà nelle mani di Eleonora Andreatta, direttrice di Rai Fiction che l’ex sindaco di Orta ha invitato sul lago per un convegno da tenersi in ottobre presenti la Regione Piemonte, Film Commission e altri personaggi interessati a sostenere e sviluppare una proposta singolare: aprire il gran baule dei racconti tra Otto e Novecento che hanno avuto per set naturale le nostre zone e portarli sul piccolo schermo. Ma c’è un’opera in particolare cui Morea fa riferimento: “Alpinisti Ciabattoni”, romanzo del 1888 firmato dal vercellese Achille Giovanni Cagna. Il racconto di due commercianti che dopo una vita di lavoro dietro al banco decidono di darsi ‘la vacanza’. Scelgono così il lago d’Orta,  molto distante, per quell'epoca, dalla provincia pavese. Vi arriveranno, sul lago, e andranno anche nelle valli inseguiti da una serie di equivoci, spiacevoli incidenti e disguidi che metteranno in secondo piano il piacere della scoperta di un ‘nuovo mondo’.
Leggendo il romanzo, già nelle prime battute ho immaginato il volto e l’espressione tipica di un grande personaggio dello spettacolo che vestirebbe benissimo i panni di Gaudenzio Gibella; me lo vedo in uno dei tanti momenti emblematici del romanzo quando…. Volete fare una prova? Se non avete ancora letto il romanzo vi basteranno poche battute per scoprire quale nome dello spettacolo potrebbe degnamente interpretare il ruolo del Gibella.  Prima pagina del romanzo: Il treno su cui viaggiano i coniugi Gibella si ferma a Caltignaga; lui si precipita dal bigliettaio per chiedere: “C’è tempo di?”, ma non riesce finire che gli si chiude lo sportello in faccia.
Chi, meglio di Antonio Albanese può rispondere con la collaudata espressione, di un profondo ghigno di stupore misto a scoramento? E’ lui il Gibella del Cagna.
Forse l’attore avrà letto gli “Alpinisti” , ma se così non fosse vedremo di andarlo a trovare su uno dei prossimi set.
E poi dicevo dell’altro sogno nel cassetto, ma per il grande schermo. È il racconto di un’impresa storica legata al lago d’Orta che potrebbe diventare una coproduzione Italo-francese; il racconto delle vicende che nel 1909 per i campionati internazionali di canottaggio voluti dal Re si dovevano accogliere i primi turisti che sarebbero arrivati da ogni dove dando loro un servizio di navigazione degno dell’evento. Si costituì un apposito comitato che girò tutta la Costa Azzurra e la Francia intera alla ricerca di un battello che sarebbe dovuto arrivare giusto in tempo per la prima regata. E così fu, dopo meticolose ricerche in Francia, il “Riviera” lasciò il porto di Genova per essere trainato via terra da una locomotiva che superò le asperità delle Alpi per approdare sul lago del grande raduno.
Per questa gradevole storia, ho un debito di riconoscenza verso un amico di  che mi donò il progetto e la relazione tecnica originale in cui si ricostruisce quell'impresa. Quasi una traccia per la sceneggiatura. Ero sindaco quando l’Avvocato Alessandro Antonielli d’Oulx mi venne a trovare omaggiandomi di quel testo “nella speranza-mi disse- che se ne possa trarre qualcosa che ricordi i sacrifici di tante persone che furono legate a un trasporto così difficile, ma riuscito. Lo sento come un impegno che, spero, di assolvere presto. Chi lo sa!”





NUOVI MURI DIPINTI:I NUOVI OMAGGI AGLI ARTISTI SOLO NEL 2021
Benché il Coronavirus abbia bloccato i nuovi progetti dei “Legro paese dipinto’, l’“Accademia delle arti” non ha smesso di programmare il proseguimento della ricerca storica dei vecchi film girati sui nostri laghi, nella pianura o sulle montagne delle province confinanti con il novarese.
In tempo di #io resto a casa sul sito dell’associazione sono comparsi i filmati che raccontano la storia di come e quando nacque il primo e unico museo italiano all'aperto di murale ispirati al cinema e alla televisione prodotti da queste parti. Le pellicole realizzate tra il lago d’Orta, il Maggiore e la pianura delle risaie tra Novara e Vercelli sono li, sui sessantacinque muri di Legro a raccontare oltre un secolo di ciac che ha visto finire…al muro artisti e registi di ogni tempo. Nelle opere realizzate in 22 anni da artisti di tutto il mondo, sono raffigurate scene o episodi liberamente ispirati ai personaggi che hanno lasciato un segno. Dello scorso anno è l’inaugurazione della “Galleria degli artisti”, nata ribattezzando amichevolmente una vecchia via che il Consiglio della pro loco ha voluto per omaggiare con ritratti acrilici o serigrafici divi e dive scomparsi, protagonisti di numerose opere per il cinema e la TV: così oggi troviamo Elsa Martinelli, Valter Chiari, Ugo Tognazzi, Alberto Sordi, Vittorio De Sica, Gastone Moschin.
Per l’estate 2020 era in programma l’ulteriore omaggio ad altri artisti che purtroppo dovranno attendere un altro anno causa Covid 19: Ermanno Olmi, Bud Spencer (curiosa la sua presenza in ‘Addio alle Armi’ con Rock Hudson e Vittorio De Sica) Valentina Cortese e Tino Buazzelli, come esempio. Ma già nei prossimi giorni il lavoro della Pro Loco Legro- piaccia o non piaccia a qualcuno- riprenderà con il tesseramento 2020 in attesa di tempi migliori. Del resto, per dirla con Donizetti nella 'Lucia di Lammermoor' "Chi mi frena in tal momento..." e noi andiamo avanti incuranti di tutto. 
Chiudiamo così, ascoltando questo sestetto molto carino proprio dalla 


'Lucia di Lammermoor' - Chi mi frena

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martedì 2 giugno 2020

SCOPRIRE PORTO SANTO:RELAX E TALASSOTERAPIA


Oggi si vola sull'isola/vulcano.
C'era una volta una piccola isola sconosciuta ai molti. E molti, però, anno dopo anno avendone sentito parlare o vista sulle televisioni locali vollero conoscerla per verificare le decantate lodi: ampio spazio per vivere in libertà, passeggiate tra pianura, collina e montagna, anzi, 'la montagna'; famosa perché un tempo ne modellò l'orografia eruttando e spalmando lava. Nove chilometri di spiaggia finissima, dorata, terapeutica. Un vento che ti accarezza mentre ti tuffi nelle acque limpide. Quando la conobbi era una piccola isola a dimensione umana nel mezzo dell'Atlantico, separata di poco dal più celebre capoluogo dell'Arcipelago, Madeira. Un'isola tutta slow.          L'allora sindaco Roberto  Paulo Cardoso da Silva che ci ricevette per una intervista TV raccontò di una cittadina che aveva bisogno di crescere, organizzarsi, imparare le arti dell'accoglienza, le buone pratiche dell'ospitalità. E anche per dare lavoro a molti disoccupati. "Portateci qui istruttori, formatori, cuochi e pasticceri. Abbiamo bisogno di voi italiani, della vostra cucina ...". Così, nel volgere di qualche mese, ospitai sul 'mio' lago d'Orta una delegazione di amministratori e operatori della municipalità di Porto Santo per una serie di incontri con i nostri operatori turistici piemontesi. 
A presiedere oggi la  Câmara Municipal  do Porto Santo (il nostro municipio) è Idalino Vasconcelos che da attento imprenditore del settore turistico ha intuito le necessità e le aspirazione di visitatori e abitanti della piccola isola dell'Arcipelago di Madeira. Oggi, dopo 13 anni, Vila Baleira, il capoluogo  è cambiato, ma sempre a ritmo 'slow', come per tutta l'isola. Sono nate strutture ricettive, residenziali, accoglienti e alla portata di tutti. La cementificazione dell'isola che - si temeva allora - avrebbe potuto distruggere quell'armonia non c'è stata. Così oggi l' isola di Porto Santo offre servizi efficientissimi, edilizia residenziale in pieno sviluppo e una forza lavoro che ha pressoché sconfitto la disoccupazione degli anni scorsi grazie a un lancio internazionale curato e intelligente, finanziariamente coperto dalle risorse della Regione autonoma e dagli operatori locali.
Tutto sommato, non sono mutati il fascino, il silenzio, il piacere di percorrere  i lunghi chilometri che separano il centro città Vila Baleira dal grande hotel che porta lo stesso nome dove abbiamo trovato, direbbe qualcuno, "il ristoro delle membra" nella stupenda talassoterapia unica nel suo genere. Auguriamoci così di ritornare presto con il solito accogliente volo di NEOS nella nuova Porto Santo, scoperta...già in passato anche da Cristoforo Colombo la cui dimora diventata museo è oggi meta di migliaia di visitatori.

Cliccando sul link voleremo tutti insieme su Porto Santo. L'isola dorata.
 
La dimora museo di Cristoforo Colombo




Neos SpA
Via Della Chiesa, 68
21019 Somma Lombardo
Varese - ITALY

Per contattare la direzione operazioni di volo inviare una mail dov@neosair.it






domenica 24 maggio 2020


'TANTO RUMORE PER NULLA'
L'"ARCOBAMAGGIO" SPLENDE SUL LAGO




Non centra Pirandello, tanto meno Shakespeare; Il rumore cui faccio riferimento è quello del temporale che ieri stava per abbattersi sul lago. Tanto rumore, poi, come auspicabile, eccolo l'arcobaleno di maggio (da qui ' "arcobamaggio") che ha  aggiunto alla mia collezione di arcobaleni di ogni mese, quello del maggio di quest'anno.
Uno splendido arcobaleno seguito ad un coloratissimo tramonto.

Un segno,anche questo per augurare tutto il bene della ripartenza. Ma non 'è bene se non si accompagnerà con la responsabilità personale di ognuno.
Sulle note di un bellissimo brano interpretato dal mitico André Rieu vi lascio, in attesa di ritrovarci, nei prossimi giorni, sulla sabbia dorata di Porto Santo, nel mezzo dell'Atlantico dove le distanze sono facilmente superabili grazie alla lunga spiaggia dorata di nove km in un angolo di paradiso completato dalla splendida opportunità della Talassoterapia.




E ORA BUON ASCOLTO CON L'ORCHESTRA DI ANDRE' RIEU  NELL'INTERPRETAZIONE DEL

The Second Waltz (Shostakovich)

martedì 19 maggio 2020

RIPARTIRE CON COGNIZIONE

RIPARTENZA A GIUSTO RITMO
SENZA SCIUPARE LA NOSTRA VITA

Immagini di vita normale da un piccolo grande posto sul lago più bello del  Piemonte....e non solo!
Ci invitano a considerare la fine delle restrizioni imposte per tutelare la nostra salute; DUNQUE SIAMO RIPARTITI !
E' stata una ripartenza agognata e attesa con ansia, ma in taluni casi, soprattutto all'estero, abbiamo visto scene folli di piazze invase da orde di deficienti incuranti di quello che può aspettarci. E forse, accadrà ancora: l'autunno arriverà e COVID-19 SARA' ANCORA LI ad attenderci implacabile; per farci ripiombare nell'incubo del lockdown e allora,  per quel che posso, vorrei invitare soprattutto chi ha qualche (molti) di anni meno di me, di guardare alla vita, che ci ha dato tanto e non merita di essere calpestata come è accaduto. Frenatevi per tempo dall'entusiasmo del 'tutti liberi' .       




E noi facciamolo ascoltando una grande interprete indimenticabile della musica popolare italia, la 'romana'                         Gabriella Ferri, 
in un suo memorabile appello alla vita.

                                     VAI AL LINK
     https://www.youtube.com/watch?v=_nVcJ8fD0KU

mercoledì 13 maggio 2020

IN PORTOGALLO CON IL TANGO



UN SALTO IN PORTOGALLO
A TEMPO DI TANGO

Nel post di ieri abbiamo conosciuto ed ascoltato la voce di Cesaria EVORA, la voce di Capo Verde. 
Oggi quel nome torna in...ballo per due ragioni: musica e danza, ma lei non c'entra perché Évora di cui parliamo è la splendida e grande città portoghese fondata nel 1559, capoluogo dell'omonimo distretto nella Regione dell'Alentejo dichiarata dall'UNESCO, Patrimonio dell'Umanità. Évora è poi la seconda sede portoghese per antichità di una prestigiosa Università e merita sicuramente di essere proposta per una visita. Al nome della città è legato un famoso brano, uno splendido tango che voglio presentarvi. Si chiama "Tango To Evora".
 Anche quando, come in questa versione, il tango si veste delle sonorità alla disco music non perde il suo fascino; inevitabilmente si trasforma in una danza compiuta nel vero senso della parola per poi, sul finale, ritornare ad essere il ballo sensuale che lo contraddistingue per antonomasia. E quello che accade guardando questa esibizione di “Tango to Evora” cliccando questo link

Voglio però darvi alcuni indirizzi se voleste informazioni sul Portogallo e il Distretto dell’Alentejo

Câmara Municipal de Évora, 
Praça do Sertório, s/n
7004-506 Évora
Tel +351 266 777000
Fax +351 266 702950
E-Mail cmevora@cm-evora.pt

E se poi volete entrare nel cuore del Portogallo con la sua musica famosa nel mondo, ecco una lunga immersione nel FADO. 
                           >>>>Clicca qui https://www.youtube.com/watch?v=RY66q43G63Y&t=40s

Prossimamente torneremo a parlare del Portogallo, 
meglio dell'Isola di PORTO SANTO, 
che amo da molti anni.



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martedì 12 maggio 2020

LA MUSICA AGLI ESTREMI



MUSICA AGLI ESTREMI:
Dalla Norvegia a Capo Verde


E' sempre più ardito il nostro compositore che viene dai ghiacci nordici. Ieri con "Immortal" oggi con l'ultima colonna sonora per un film storico sulla Rivoluzione Francese; a comporla è ancora                  THOMAS BERGERSEN,
                           Il titolo è "CRY"



clicca sul link

Ma dopo aver gustato queste 'arie' un poco spinte in eccesso musicale (di potenza) vi lascio con qualcosa di molto delicato. Passo alla  musica dell'anima con una grande  CESARIA EVORA, scomparsa qualche anno fa, che rappresentò nel mondo la sua Isola di Capo Verde; lei fu soprannominata la “diva a piedi nudi” per la sua abitudine di esibirsi scalza ed è, probabilmente, la cantante di morna, genere musicale e della danza tipica dell'Isola, più conosciuta al mondo.
Cesária Évora perse il padre all'età di sette anni. Sua madre si sforzò così di mantenerla impiegando i magri guadagni che le venivano dal lavoro di cuoca, e alla fine l'affidò alle cure di un orfanotrofio. È stato nel coro dell'orfanotrofio che Cesária ha cominciato a cantare.
CLICCA IL LINK


E PER CONCLUDERE, UN NUOVO BRANO TUTTO DA ASCOLTARE. IN ASSOLUTO  RELAX. CE LO PROPONE LOREENA MCKENNIT,  DI ORIGINE CANADESE, MA ORMAI CONSIDERATA L'ESPRESSIONE PIU' AUTENTICA DELLA MUSICA CELTICA.                                               
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lunedì 11 maggio 2020

I CONSIGLI MUSICALI DI MOREA



AVEVO PROMESSO QUALCOSA DI 'DIROMPENTE'. 
CONOSCETE GIA' THOMAS BERGERSEN ?
E' UNO DEI MAGHI DELLE COLONNE SONORE PER GRANDI FILM


ECCOLO/ vai al link, ascolta e guarda "IMMORTAL"

                                         https://www.youtube.com/watch?v=s8_EakCFRP4

sabato 9 maggio 2020

DOPO IL LOCKDOWN LE PAROLE DA RICORDARE:


Le riflessioni di Pupi Avati e la Rai


Con una lunga lettera che è riflessione e auspicio, il grande regista propone scelte coraggiose alla RAI e mette sotto accusa quelli che fino a ieri hanno occupato TV e media per dirci che loro sanno tutto del virus e degli anticorpi; quelli che improvvisandosi professori dimenticano di essere solo dei modesti politici che dispensano pseudo lezioni di senso civico.  Pupi Avati si lancia in nome di centinaia di migliaia di utenti della TV di Stato (e perché no, anche di quella più inutile e vuota TV commerciale). Il messaggio del regista alla cara Rai forse cadrà nel vuoto, ma il sasso è lanciato. Grande Pupi, uomo di provincia che merita di essere cittadino onorario del mondo. Mi fa piacere leggere quanto ha scritto poiché, giorni fa, avevo io stesso come tanti interpretato questo bisogno di fare scelte culturali diverse con con i mezzi che ho a disposizione: riaprendo un vecchio blog dove ogni giorno, o quasi, propongo musica di alto livello, forse in alcune scelte, ' di nicchia', da ascoltare, da e per meditare; che ci aiuta sognare, perché un uomo che non è più capace di sognare significa che si va spegnendo poco alla volta. E questo, in sintesi, Avati afferma nel lungo appello di speranza servito’ in tempo di Coronavirus.

Lettera alla RAI, di Pupi Avati

Dormo di più la mattina, nel silenzio profondo, cimiteriale di una città morta, appartengo anagraficamente alla categoria di quelli più svelti a morire.

Ma in questo sterminato silenzio, che è sacro e misterioso e che ci fa comprendere la nostra pochezza, la nostra vigliaccheria, ci commuove la consapevolezza dei tanti che stanno mettendo a repentaglio le loro vite per salvarci.

E questo stesso silenzio sarebbe opportuno per i tanti che, destituiti di ogni competenza specifica, continuano a sproloquiare saltapicchiando da un programma all'altro privi di ogni pudore, di ogni senso del limite. Coloro che con tanta solerzia, con tanta supponenza, ci hanno accompagnato nel corso degli ultimi decenni appartengono al Prima del Coronavirus, quando era possibile il cazzeggio. Ora, se usciremo da questa esperienza, dovremo farne tesoro, dovremo trovare un senso a quello che è accaduto, soccorrendo le tante famiglie di chi ha pagato con la vita, aiutando a superare le difficoltà enormi, spesso insormontabili, nelle quali si troveranno i più, impegnandoci tutti a sostituire il dire con il fare, come accadde dopo la liberazione.

Quello che provo somiglia a quando al cinematografo negli anni cinquanta si rompeva la pellicola e accadeva che venivi scaraventato fuori da quella storia che era stata capace di sottrarti allo squallore del tuo quotidiano. Rottura accolta da un boato di delusione simultaneo all'accensione improvvisa di luci fastidiose. Me ne restavo seduto, stretto in me stesso, cercando di tenermi dentro il film, “ dimmi quando ricomincia“ dicevo a mia madre tenendo gli occhi chiusi e pregando perché quelli su in cabina si sbrigassero a riattaccare la pellicola. Perché fossi restituito al più presto a quel magico altrove. Ecco, questo tempo che sto vivendo che non somiglia a niente, è un pezzo della mia vita che vivo con gli occhi chiusi, in attesa di poterli riaprire.
E quel mondo che si sta allontanando, che non tornerà più ad esserci, che non piaceva a nessuno, del quale tutti si lamentavano, eppure temo che di quel mondo proveremo una crescente nostalgia.
E allora mi chiedo perché In questo tempo sospeso, tra il reale e l’irreale come in assenza di gravità, i media e soprattutto la televisione e soprattutto la RAI, in un momento in cui il Dio Mercato al quale dobbiamo la generale acquiescenza all’Auditel, non approfitti di questa tregua sabbatica di settimane, di mesi, per sconvolgere totalmente i suoi palinsesti dando al paese l’opportunità di crescere culturalmente. Perché non si sconvolgono i palinsesti programmando finalmente i grandi film, i grandi concerti di musica classica, di jazz, di pop, i documentari sulla vita e le opere dei grandi pittori, dei grandi scultori, dei grandi architetti, la lettura dei testi dei grandi scrittori, la prosa, la poesia, la danza, insomma perché non diamo la possibilità a milioni di utenti di scoprire che c’è altro, al di là dello sterile cicaleccio dei salotti frequentati da vip o dai soliti opinionisti. Perché non proporre quel tipo di programmazione che fa rizzare i capelli ai pubblicitari! Perché non approfittiamo di questa così speciale opportunità per provare a far crescere culturalmente il paese stravolgendo davvero i vecchi parametri, contando sull'effetto terapeutico della bellezza? Il mio appello va al Presidente, al Direttore Generale, al Consiglio di Amministrazione della RAI affinché mettano mano a un progetto così ambizioso e tuttavia così economico. Progetto che ci faccia trovare, quando in cabina finalmente saranno stati in grado di aggiustare la pellicola, migliori, più consapevoli di come eravamo quando all'improvviso si interruppe la proiezione. E potremo allora riaprire gli occhi.
Pupi Avati

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E ADESSO PARLIAMO DI MUSICA. 
Il brano che ho scelto oggi è diventato famoso grazie a uno dei più belli tra gli spot degli ultimi mesi, quello di TIM per il 5G. E' "Che puro ciel". da Orfeo ed Euridice, di Gluk. Prossimamente  cambierò registro con alcuni brani ...dirompenti.



martedì 5 maggio 2020

LA 'FASE 2' IN ALLEGRIA
LA MUSICA LATINA  PER FARE FESTA

Si respira un'aria di libertà dopo i giorni trascorsi chiusi in casa. Si torna lentamente alla quasi-normalità, ma dobbiamo ancora rispettare certe regole elementari e indispensabili per evitare brutte ricadute. Così, aspettando tempi nuovi e nuove fasi di piena normalità restiamo a casa ancora, se e il più possibile. Ma non disperiamo, godiamoci la compagnia dei brani che oggi ho selezionato per chi ama il ritmo e la melodia. Lasciamoci trasportare dai ritmi latini con la "piccola orchestra" Pink Martini, fondata a Portland nel 1994 dal pianista Thomas M. Lauderdale; mescola molti e diversi generi musicali come musica latina, il genere lounge, la classica e il jazz. La loro musica spesso è stata indicata come vintage anche per via dei contenuti e dello stile e del periodo che maggiormente ispira le loro canzoni. I testi sono cantati in ben 11 lingue, compreso naturalmente l'italiano e...pensate un po, anche il napoletano. Che non  è il caso di questa delicata 'Lets Never Stop Falling In Love'.
                                        https://www.youtube.com/watch?v=2hUrN3n0Pp0

                                             
Il brano che chiude la pagina di oggi è il notissimo "Amado mio", sempre con la Pink Orchestra e la splendida cantante Storm Large.

https://www.bing.com/videos/search?q=amado+mio+pink+orchestra+yu+tube&&view=detail&mid=576365068D106C62D44C576365068D106C62D44C&rvsmid=CD150B2338A92A71EB95CD150B2338A92A71EB95&FORM=VDRVRV


domenica 3 maggio 2020

IL CINEMA SUI MURI CON 'RISO AMARO' E 'LA RISAIA'

 “RISO AMARO” E “LA RISAIA”                                                           
 NEI MURALES DI LEGRO D’ORTA

Silvana Mangano ed Elsa Martinelli, due icone del cinema d'autore sono ricordate nel primo paese dipinto italiano dedicato alle pellicole prodotte in terra piemontese negli ultimi 100 anni. Entrambe sono protagoniste di storie che hanno avuto come set le risaie del novarese e del vercellese; a ricordarle, nella "Galleria degli Artisti" Salvo Caramagno, muralista siciliano, tra i primi ad arrivare nel 'paese dipinto 21 anni or sono e Simone Ferrero, novarese, autore dello splendido mosaico inaugurato lo scorso anno: li vediamo nelle foto,la Mangano a destra, la  Martinelli a sinistra. Entrambi si trovano nella Via Vecchia Stazione che da due anni è stata denominata  "Galleria degli Artisti" perché si possono ammirare i ritratti dei protagonisti di numerosi film girati negli anni addietro sui laghi e non solo.
In alto,Elsa Martinelli (1935-2017)
Come avrete notato, il post del 1° Maggio l'ho dedicato al folklore del canto popolare italiano parlando delle origini di "Bella ciao", e delle lotte  portate avanti dalle mondine per ottenere le famose 'Otto ore'. Oggi torniamo sul tema con il ricordo di due pellicole che hanno celebrato quelle lavoratrici. Questi due importanti film, caratterizzarono il nostro cinema a cavallo tra la fine degli anni Quaranta e la metà degli anni Cinquanta. Ma chi sono le protagoniste ? Sempre e ancora loro, le  mondine, il loro lavoro nelle risaie tra novarese e vercellese.Un come denominatore unisce le storie, l'amore dal tragico finale. Il primo fu “Riso amaro” del 1949, che lanciò la splendida Silvana Mangano insieme a Vittorio Gassman, Doris Dowling e Raf Vallone. A dirigerlo Giovanni De Santis candidato all'Oscar del 1951 per il lavoro che verrà selezionato tra le 100 pellicole da salvare e ricordato come il primo film del neorealismo. Sette anni più tardi, Raffaello Matarazzo si lancia nel remake dello stesso film con una sua impronta un po' più popolare e lo titola “La Risaia” La protagonista sarà una eccellente Elsa Martinelli.  




Silvana Mangano (1930-1989)

                                   Vai al link di Riso amaro 
https://www.dailymotion.com/video/x7qlfpm







                  Qui poi seguire “La Risaia”